Mario Biondi
PER ROMPERE QUALCOSA
3. Tra il dire e il fare

(1969)



che abbreviare la guerra
è un delitto arrampicati
sopra i rami hanno deciso
di abbreviare la guerra
che è un delitto
 
hanno scritto sopra i muri
con le mani in bocca VOGLIO
BENE e disegni sulle porte
con un dito che colora le
proteste di giallo
 
sulla strada con le dita
gialle VOGLIO AVERE voglio
dare sono stati scoperti
con la mano sul sesso
 
nelle forme dipinte sul bianco
fuori delle scuse di un ritorno
UNA BOMBA per Natale è un regalo
per davvero
 
 
 
donandosi poco a poco
si sollevano sugli avambracci
sulla bocca una macchia di inchiostro
sulle dita
 
dolorosamente domandano come mai
offrono la loro merce consumata
si calano poco a poco
sulla terra
 
anche per le storie lasciate nel fango
le impronte tendono a disseccare
le poche foglie di cartone
sulle cosce
 
ma allora cosa
devono fare domani
se la porta che si
apre risponde poco
a poco ma niente
da dichiarare
 
 
 
senza parole cercano fiori di silenzio
sfilano sugli spettri illuminati
lasciano messaggi alla memoria
passano inghiottiti nel passato
 
vanno lentamente colorati
nature improvvise di cera
cantano canzoni occhi di cobalto
racconti di fate collocati sul cristallo
 
vanno lentamente funzioni di segno
collocano la natura nella ragione
oppongono i simboli ai segni !a ragione
alla natura il silenzio al silenzio
 
adescano i silenzi
le parole dei fiori
guardano molto presto
come muovere la carta
sul tappeto da gioco
 
 
 
ecco dopo
gli angoli della città
disegnato sulla sabbia un segnale
adorano gli idoli gli occhi neri
le mani sull'orlo del mantello le strade
di algeri in salita in discesa sono stanchi
 
dice ancora
posa l'occhio sulla pietra di ieri davanti
solleva la croce tra le dita vòltati
nessuno potrebbe essere più nero il mio naso
è spezzato in tre punti sono stati
i chirurghi del cuore con le forche
 
fratello
se la guerra è un programma di ieri
innestando la marcia si solleva di un palmo
i lustrascarpe le loro cassette si fanno pesanti
non sono la conclusione di un prima che non c'era
 
 
 
hanno la fame del sole disegnata
sugli angoli dei sopraccigli
nelle mani un arbusto per scrivere
 
le parole dell'amore le hanno incontrate
una mattina sulle scale divisi dalla sbarra
abbracciati a un concetto molto vecchio
 
di dolore bastoni ferri uncini fiamme
le classi della società che si scacciano
dalle scale con le mani abbrancate
 
per parlare dell'amore in modo nuovo
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