Mario Biondi
PER ROMPERE QUALCOSA
4. Ma sempre non sanno per cosa

(1970)




sembrano quattro cani sul selciato
che disseminano di giochi
 
ma dopo
 
come sul sentimento mettono una pietra
allora spengono le luci
 
piangono le donne di
Saratoga per non fare misteri
i bambini con le mani sporche
l'uomo le guarda
 
e poi
tutti sulla terra con un occhio solo
la borsa nella mano la terra sulle scarpe
sul cuore un cartello di gesso scolorito
i santi dovrebbero tornare
 
ma per parlare
 
 
 
america ricorda
 
la mano di un bambino
la smorfia di un ragazzo
il sangue di un uomo
 
il cemento nel cielo
i colori nel bicchiere
l'arma nella mano
 
il silenzio sulla strada
la patina sui denti
la polvere sul libro
 
le tue donne di Saratoga
con le mani accartocciate
con gli occhi sul pavimento
appoggiate appena di traverso
che domandano ancora
 
la risposta dell'amico nel vento,
america, va via
 
 
 
che le ore passano hanno scritto sulla lavagna
il rumore del cancello i colori
seminati sul pavimento
 
con le braccia intrecciate la testa fra le gambe
le mani hanno giocato con i fiori
i sentimenti con la terra
 
adesso vorrebbero di nuovo con le dita fra le dita
un fotogramma troppo tardi per tornare
ma per farlo ancora
 
 
 
hanno certo comperato un sorriso
seduti con le mani sulle ginocchia
in piedi contro il banco d'argento del bar
hanno socchiuso un occhio per crederci
 
accosciati nelle vasche di lamiera
sentono anche il rumore dei minuti sulla pelle
scivolano con la mano lentamente
poi da soli tengono la testa reclinata sul fianco
 
forse storie dimenticate come l'amore
vedono disegnate sul cartone con i gessi
corrono troppo avanti dopo sono sgomenti
i gomiti contro i fianchi sentono di piangere
 
ma sempre non sanno per cosa
 
 
 
amano invece ancora molto
le rose che hanno colto
sul davanzale sul marciapiede
con le mani giunte in ginocchio
 
in piedi per forza con gli occhi lucidi
nella penombra delle luci sottovoce
essere sottoterra o brillare di luce
i lacci delle scarpe un sentimento
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