Mario Biondi
PER ROMPERE QUALCOSA
1. Bisogna rompere qualcosa

(1969)


ora basta
hanno cercato la novità le solitudini
da ragazzi hanno costruito tappeti con la storia
troppo lunghi sul pavimento tra un passo
e l'altro stringendosi gli anelli nelle dita

silenzio
pregavano seduti sul gradino dell'ascensore
con i capelli rossi la molletta delle gengive
al cinema potevano essere considerati nemici
per la guerra e le altre conferenze di partito

ascoltate
compagni nell'avventura stringevano una spranga
cercavano di aguzzare gli sguardi per comperare
la misura giusta dei sentimenti e della
sovversione la domenica mattina sul sagrato
ora basta silenzio ascoltate





bisogna
quando cercano l'amore sotto i tetti
leggono si fanno paralumi su misura
le mani sopra gli occhi le scale sono pesanti
attenzione per salire non sporcarsi le mani

rompere
quando i mesi finiscono di lunedì
aprono le finestre su un'aria molto nuova
come rossa un po' di più come più fresca
ascoltano i pentagrammi di una musica esaltante

qualcosa
si è rotto sotto la pressione delle dita
sentono la pelle che vuole che non vuole
cercano un rumore che sia fatto di compagni
più lentamente ma sicuri nel cantare
bisogna rompere qualcosa





selezionare
sotto la pioggia il colore delle maglie
delle mani sottosopra se le labbra dal verde
prendono soprattutto una luce di fosforo
si abbassano verso terra dicono ciao

crocifiggere
avevano scritto con l'amicizia delle lettere
l'amore sotto il letto graffiando la parete
attenzione ai primi segnali articolati
dopo allontanare la pioggia o nient'altro

uccidere
l'occhio dei sentimenti sollevato sulle braccia
corre nel corridoio rincorre le formiche
alza le ginocchia al di sopra del mento
piange quando si accorge con un occhio trafitto
selezionare crocifiggere uccidere





stendere
le strisce di colore sono stanche di cambiare
hanno camminato seguendo un perimetro
che dopo torna con le braccia alzate verso il sonno
di un parallelo confessato a mezza voce

una mano
adesso afferrano dirigendo le dita
i capelli caduti sotto gli occhi per guardare
dall'alto verso il basso si stringono più vicini
sentono di scappare senza una difesa

all 'infinito
poi saranno sulla cresta a passeggiare
senza dire con nessuno le parole inventate
si guardano veramente negli occhi con tristezza
scuotono i bracciali in un saluto da lontano
stendere una mano all'infinito





amici fratelli
hanno detto lavoratore di ogni condizione
sollevando il palco la domenica mattina
asciugati le piaghe con l'olio bollente nel comizio
siamo senz'altro nemici perché di due classi

fratelli compagni
agitando un bastone fra le teste e fra gli occhi
abbracciandosi molto lontano nell'erba sporca
sui cartelli con le scritte dipinte di inchiostro
compra i tuoi sentimenti sulla bancarella

amici compagni
con gli occhi che si guardano da lontano tra i giornali
la domenica mattina di nuovo sul sagrato
calpestando con i piedi le bugie del giorno prima
inginocchiati fra di loro cercano la parola
amici fratelli compagni




ecco di operare

prendendo tra le mani alcuni oggetti
hanno creduto per un momento soltanto
poi tornano a operare

operare operare

sulla terra che hanno graffiato poco prima
sulla carta che hanno bruciato gridando
stranamente con molta violenza

questa volta

evviva sempre dicono evviva
abbasso ancora gridano abbasso
si guardano le mani che hanno voltato di scatto

ma allora

hanno negli occhi un senso di lontananza
sulle dita le scritte luminose dei bar
i telegrammi spediti le previsioni

operare davvero



ora basta silenzio ascoltate
bisogna rompere qualcosa
selezionare crocifiggere uccidere
stendere una mano all'infinito
amici fratelli compagni

operare davvero
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