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Michael Crichton
Michael Crichton

Recensione: “Sfera” (1987)
Sarà il Bene? Il Male? Il Sapere? Sarà Dio? Una ventina di anni or sono (come passa il tempo!) l'intellighentia cinefilo-futurologa italiana, al seguito di quella internazionale si interrogò ansiosamente per mesi chiedendosi che cosa mai potesse rappresentare il famoso monolite di 2001: Odissea nello spazio. Si ricordano tuttora certe interminabili sedute di salotto, bloccate sullo stremante interrogativo. Che cosa sarà mai?

Lo stesso potrebbe avvenire ora, di fronte all'ultima creazione dell'americano Michael Crichton, bravissimo e fortunato autore di perfetti meccanismi narrativi, spesso al limite tra la scienza romanzata e la fantascienza. Ricordate Congo? Ricordate Andromeda? Ecco: lui. La sua ultima creatura romanzesca si intitola Sfera. Proprio così: Sfera. Senza nessun articolo. Sfera e basta, come verrà adeguatamente spiegato al lettore verso la fine della vicenda.

Che cos'è tale sfera perfettamente levigata e misteriosa? È un arma? Un virus? Oppure, al contrario, potrebbe contenere qualcosa di straordinariamente benefico per l'uomo? È di un altro pianeta? Di un'altra civiltà? È un enzima mentale, un'intelligenza extraterrestre? La decorazione da cui sembra coperta è un fatto artistico, o cabalistico, o religioso? Di fronte a essa bisogna ragionare in termini, di quattro, cinque, o addirittura nove o undici dimensioni? Di spazio o di tempo? 0 di spazio-tempo tout court? È immortale? È - per l'appunto - Dio?

Sono le ansiose domande che si pongono - e pongono alla stessa sfera - i membri di una super segreta quanto super dispendiosa operazione della Marina americana, che si svolge ai nostri giorni ma a diverse centinaia di metri sott'acqua, sul fondo dell'oceano Pacifico. In tale remoto luogo, infatti, durante la posa di un cavo telefonico intercontinentale, è stata casualmente scoperta una struttura sconosciuta, apparentemente metallica, lunga centinaia di metri e alta decine, ivi giacente da diversi secoli, forse millenni. insomma: un'astronave. Sul fondo del Pacifico? Quasi completamente coperta da metri e metri di corallo? E come mai? E proveniente da dove? Dallo spazio esterno? Dal passato più remoto? Dal futuro più lontano? Dalla stessa Terra. attraverso un buco nero e un altro universo? Mah!

È proprio nel cuore di tale astronave che i nostri specialisti - militari, marinai e tecnici, ma anche esperti di matematica e logica, di zoologia e biochimica, di astrofisica e geologia planetaria, nonché di psicologia - all'inizio vagamente goliardici e zuzzerelIoni, poi sempre più intrigati, scoprono la suddetta misteriosa sfera. E non soltanto la scoprono, ma qualcuno riesce anche a penetrarci. Come? Nessuno lo sa. Chi lo ha fatto non lo rivela. Accenna a visioni straordinarie, a uno stato di beatitudine...

Intanto, però, prende il via una serie di eventi più che notevoli, sempre in fondo al Pacifico, attorno agli enormi cilindri attrezzati in cui i nostri risiedono. Fioriture di coloratissima vegetazione sottomarina. Passaggi di eccezionali branchi di calamari con sei tentacoli, ignoti all'uomo. Oppure di altrettanto ignoti gamberetti. 0 di letali meduse.

E sui monitor dei nostri cominciano ad apparire messaggi numerici in un codice sconosciuto, che non si capisce da dove possano arrivare. Vengono, naturalmente, dalla sfera, che in tal modo si rivela, iniziando con i nostri un fitto rapporto comunicativo. Fitto e un po' capriccioso, per non dire isterico. Chi è, dunque, che cosa è il capriccioso, instabile essere che dalla sfera si rivela attraverso i monitor e per mezzo di inquietanti manifestazioni? In una terrificante spirale di terrore e morte. infatti, compare un ferocissimo calamaro gigante, grosso come una balena. Compare una forza oscura, mulinante e incomprensibile. Tutti e due portano distruzione e morte. Vogliono - appare chiarissimo, nonostante l'apparente amichevolezza dell'enigmatico Jerry che continua a rivelarsi dalla sfera attraverso i monitor - la vita dei nostri eroi, il cui numero si assottiglia inesorabílmente.

Come vadano a finire le cose, non è certamente il caso di rivelarlo al lettore: gli si toglierebbe tutto il gusto di divorarsi un romanzo che, se non raggiunge i vertici di virtuosismo narrativo dei precedenti (ricordiamo soprattutto il delirio letteralmente e giustamente provocato da Congo) e pur con qualche sommarietà - di carattere, verrebbe da dire, cinematografico - è comunque di alta suspense.

Protagonista della vicenda è un simpatico e un po' sciamannato psicologo, il quale diventa il vero eroe della situazione e, una volta scoperta l'importanza nodale del controllo dell'immaginazione, con un brillantissimo paradosso porta a felice conclusione la terrificante odissea in un astuto colpo di scena finale, che fa giustizia delle citate debolezze e basta a conferire palpitante interesse e qualità al romanzo. Bravo Crichton!

(Europeo, 24 ottobre 1987)